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domenica 9 ottobre 2011

As Time Goes By...



La signorina Maria Teresa de Nicolò, in arte Terry, nella oramai famigerata intervista a L'ultima parola, nell'esporre la sua illuminata weltanschauung sui giorni da leoni (la frase completa, attribuita a Mussolini, 1928, sarebbe "Meglio vivere un giorno da leoni che cent'anni da pecora" e nel film Un giorno da leoni, di Nanni Loy del 1961 la si vede scritta su un muro con l'aggiunta del commento: "E' sempre una vita da bestie"), sostiene che le donne racchie hanno da starsene a casa. Quando si dice il pulpito...


Sì perché lei tutta questa gran bellezza proprio non mi pare: occhiaie scure, colorito olivastro, protrusione delle labbra (accentuate dal solito botox), mento debole, naso lunghetto e soprattutto, anche se si nota di più nel filmato, un vuoto notevole tra la mascella e la mandibola, forse un tentativo di sfilare il viso magari ricorrendo all'estrazione dei molari (come pare abbia fatto Marlene Dietrich, ma evitiamo paragoni imbarazzanti... ).
Probabilmente tra pochi implacabili anni questo sarà il suo aspetto, quando l'unico posto in cui potrà esercitare sarà dietro il muro di cinta del cimitero della sua città o su qualche frettolosa tangenziale.

(Chiedo scusa al grandissimo, bravissimo e quindi bellissimo Roberto Herlitzka per l'uso improprio dell'immagine)

4 commenti:

  1. oh, ma parliamo sempre di una che fa le marchette, non scordiamolo...

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  2. stendiamo un peto veloso... (anche perché magari con un bel velo questa signora autosopravvalutante potrebbe riuscire a sembrare quasi bella..) :)

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  3. mia nonna che deve aver conosciuto Ubi Maior avrebbe detto: " quella è una che fa marchette.Quindi una Zoccola, che perdiamo tempo a parlarne?

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  4. Dopo aver visto il video sono rimasta sotto choc per 24 ore. Ho pensato che parlasse di me proprio di me e la mattina dopo non volevo uscire di casa, ma poi mio marito è sbottato: ma che racchia e racchia, alza il culo e vai a guadagnarla sta pagnotta e non vedi di non inventarne più di scuse!
    A parte gli scherzi: rabbia, incredulità, indignazione, alla fine solo una grande pena.
    Probabilmente ha avuto un'infanzia difficile, poveretta.

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Nel caso lasciate la vostra opinione,fate in modo che io possa pensarvi con un nome,magari non quello vero se proprio non volete essere riconosciuti in mezzo a miliardi di persone,pensarvi come anonimi è brutto,mette tristezza