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mercoledì 24 novembre 2010

Ten Stitch Blanket molto langarola



Questa estate stavo facendo le prove per uno scialle che mi piaceva perchè sembrava una sciarpa, era QUESTO, ed ero lì tranquilla a fare il solito mini sciallino campione che poi lo mette un orso dei miei, ed ecco che Nora viene su a portarmi fagiolini e pomodori. Nora ha 82 anni e ha sempre voglia di "fare due parole", quindi guarda i miei gomitoli e mi di dice: "cosa vuoi fare?"; io glielo spiego, lei guarda il disegno e senza esitazione mi dice: "ah, guarda un po' che quel tondo lo devi fare con i cugni".
I cugni? Capisco che intende i ferri accorciati (evito wrap and turn…) e la lascio fare.
In quattro mosse mi fa vedere come fare, in due parole mi spiega che quella roba lei l'ha sempre usata per fare le calze, per fare le gonnelline per le sue bimbe, per fare le copertine e le sciarpe, perchè con quel sistema se la lana era scarsa "si regolava meglio", per recuperare centrini dal bordo consumato...Se ci fosse stata la rete quando Nora faceva tutto ciò sarebbe diventata famosa, ma lei non scriveva nulla, forse qualche piccolo calcolo su pezzetti di carta...
Ero contentissima, avere una maestra tutta per me…mi avrebbe aiutata a fare lo snow flake e io avrei ricambiato con un mare di "due parole".
Poi è morto Micio Rocco, e io non ho più avuto voglia di nulla per lungo tempo, non avessi avuto un ospite da accudire con affetto non avrei nemmeno cucinato, ho messo via ferri e lane e aspettato che passasse.
Adesso, che sto un pochino meglio riprendo a fare le solite cose, anche il tricottaggio (con buona pace della mamma), e mi sono ricordata della copertina, "che la fai grande fin quando hai lana e sempre con poche maglie sul ferro". Le ho telefonato, mi ha spiegato, ho cercato in rete.. ed eccola la copertina, trovata su Raverly.
Mi fa impazzire che dall'altra parte del mondo un'altra donna più acculturata, più fortunata, Elisabeth Zimmermann, ne facesse una uguale e la descrivesse in un libro,.
Questa che faccio però, per me è e resta la copertina di Nora, facilissima, divertente nell'esecuzione, di grande soddisfazione .
Appena ho tempo la spiego, non stanotte che sono stanchissima.

Questa vignetta la metto, è troppo carina.

lunedì 15 novembre 2010

quell'acqua cheta di fabiofazio…e ben altro che non c'entra nulla...

...ha messo assieme un programma che resterà nella storia della televisione; me lo sono goduto fino all'ultima inquadratura senza annoiarmi mai, stregata da Saviano, stregata e sinceramente interessata persino dal non elenco di Fini.
Già, l'elenco...non so se l'idea di questo fil rouge sia dovuto al libro di Eco, Vertigine della lista, certo è che fare la lista, l'elenco, è un modo fantastico per mettere in ordine, per visualizzare in maniera razionale le poche cose che il caos di questo periodo ci lascia in testa; all'inizio sembra siano poche poi a mano a mano salta fuori di tutto e diventa un esercizio liberatorio che produce idee e magari speranze: di sicuro (almeno a me capita) si respira meglio dopo averlo scritto o pensato, l'elenco.
Mi sono sentita piccola davanti alla grandezza del papà di Eluana, della moglie di Welby, mi sono commossa ascoltando il figlio di De Andrè che sembra lui, che ha la voce uguale, meno sporca forse, è normale, è suo figlio, non credo lo faccia apposta, ci vuole fegato e coraggio a sfidare i soliti pettegoli che sostengono che lui non sa essere se stesso, mava', va'.
Ho letto che Cicchitto è stato molto critico, ma in fondo che ci frega di Cicchitto e soprattutto chi è Cicchitto? Tsè.


Non riesco a dormire accidentaccio, domani debbo andare dalla mia oculista e non trovo le cartelle vecchie; non è cosa da poco, lei è rigorosissima e molto incazzosa se ti presenti (anche se ti conosce da anni) senza, capace che ti sgrida feroce, che ti accusi di essere poco attenta alla tua salute, che lei mica può fare tutto (secondo me a 200 euro a visita si potrebbe comperare un qualsiasi picì del cavolo dove mettere le cartelle dei pazienti e lasciarmi in pace). Le porterò la giustifica di mio marito: "Vostra Maestà Dottora, perdoni la mia signora, è una casinara infernale e perde qualsiasi cosa ma le assicuro che è veramente molto dispiaciuta e che soprattutto gli occhiali vecchi non vanno più bene, faccia le prove del caso che io mi sono stufato di leggerle le etichette di qualsiasi cosa compri. Grazie."
Intanto non dormo per l'ansia di affrontarla, potrei anche mandarla a cagare una volta per tutte, ma accidenti è una bravissima…
Per la cronaca le cartelle sono solo tre, potrebbe memorizzarle no?


Mentre cercavo ho acceso la tivu, sia mai mi desse l'ispirazione del nascondiglio: c'era un film francese degli anni '90 assolutamente perdibile, però la tipa della scena aveva addosso il mio pigiama. Cazzo, proprio il mio, rosso con le more e i ribes, di Princess Tam Tam, con i bordini indaco, bello, bello...
Porto un pigiama da così tanti anni? E' perfetto, ha ancora tutti i bottoni e non è liso, vabbè ne ho un sacco di altri, e poi i pigiami mica li consumi come i vestiti, mica ci vai in metropolitana o al cinema…
Ho deciso che sono lusingata di avere un pigiama da "cinematografo" e vado a dormire contenta.

domenica 7 novembre 2010

LAVORI IN CORSO

debbo fare il punto, mettere ordine e capire come finire tutti questi lavori iniziati questa estate (sciaguratissima estate)

Questo è un Damson Kenzo style, ho una gonna di Kenzo che mi piace un sacco e ha questi colori; debbo finirlo, ci metto su delle rose e delle foglie fatte con l'uncinetto, e…me ne mancano ancora almeno 5, uffa!


Il golfino "strano", mancano le maniche, ma ho dimenticato i circolari da 40cm alla capanna, ho provato a usare quelli da 60 ma il magic loop mi piace solo nei lavori piccoli, fare giravolte e riverenze con tutto un golfino rettangolare che giravolta pure lui... no, aspetto il recupero degli attrezzi giusti, tanto mi serviranno anche per questo:
un maglione in tweed bello calduccio e rustico il giusto, amo moltissimo questo tipo di filati oltretutto sono molto "perdonanti"in caso di lavorazione irregolare e hanno colori bellissimi: quardate qui
L'ho lavorato partendo dal collo ( top down) quindi nessuna cucitura, wow!
Passerò dicembre a fare maniche, noiosissime da fare…strauffa!

Trecce double face

rovescio
diritto
Ho avviato altre 5 maglie ai due lati per creare il bordo, su ferri 5 e mezzo per un totale di 50 maglie. La lana è una merino doppiata con un filo di seta troppo sottile per la mia pazienza.
Ecco come si fa:

Avviate 40 maglie come preferite
Dal 1° al 4° ferro lavorate coste 2-2 iniziando con due diritti
5° ferro: 2 diritti, due rovesci, mettete le seguenti 4 maglie sul ferretto da treccia sul davanti del lavoro, lavorate ancora 2 diritti e 2 rovesci, ora lavorate le 4 maglie sul ferretto rispettando sempre la sequenza di diritti e rovesci, ancora 2 dir. e 2 rov., e così fino ad avere 3 torsioni
(trecce), finite con altri 2 dir. e due rov.

Riprendete a lavorare a coste 2-2 per altri 5 ferri.
Tutto qui, semplice no?
Naturalmente nessuno vieta di avviare più maglie, io faccio una sciarpa, ma chi volesse una stola…e nessuno vieta di fare trecce più lunghe lasciando tra una torsione l'altra anche 10 ferri, è solo questione di gusto personale.
Siccome mi conosco e so che mi annoierò moltissimo a fare sempre lo stesso punto sto pensando di lavorare a punto riso le coste che separano le trecce, e magari fare qualche variazione anche al bordo che per il momento è a legaccio
La misura? 28 cm larghezza, lunghezza non so ancora.

mercoledì 3 novembre 2010

Geniale: trecce reversibili!

trecce reversibilil, trovata per puro caso questa piccola meraviglia, per me novità assoluta, per altri magari no; io la passo comunque.
Finalmente le sciarpe, i moebius con le trecce! Mai più quel brutto lato b che rovinava l'armonia del lavoro.
Il pattern è in francese, ma è veramente molto comprensibile, in ogni caso metterò la traduzione più tardi.