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lunedì 7 marzo 2011

ho tinto lo scialletto !

ne avevo scritto qui,
questo il risultato.



Grazie a un commento  mi si era accesa una lampadina in testa e così ho sperimentato una maniera di tingere un po' selvaggia ma efficace.
Ho pensato che tutto quello che macchia in fondo tinge e ho applicato questa regola con il nescafè scaduto e destinato al compost.
Ho usato la pentola dell'arrosto, quella ovale grande piena di acqua del rubinetto, l'ho scaldata e ho aggiunto 5 bustine di nescafè (che non era più polvere marrone ma una roba appiccicosa!grigio-asfalto), ho mescolato bene girando con il mestolo di legno, spento il fuoco e affogato lo scialle.
Ho fatto in modo che si bagnasse bene e l'ho lasciato a mollo per 3 ore scarse.
Non ero tranquillissima, non lo avevo mai fatto e mi aspettavo anche qualcosa di brutto, una mappazza infeltrita o un colore a chiazze… e invece dopo averlo sciacquato a lungo con l'acqua fredda è venuto fuori un colore assolutamente bello, unico, e la morbidezza della seta e del mohair intatta.
A quel punto visto che avevo ancora 5 bustine le ho aggiunte alla brodaglia residua assieme ad acqua, scaldato e cucinato le altre 6 matassine di seta. Tutto perfetto, forse era il mio giorno fortunato…
Come vegana non comprerei mai seta, questa però mia mamma l'aveva da circa 30 anni, quindi mi sono autoassolta dal bachicidio per scadenza del crimine e poi anche perchè il colore era veramente assurdo, mi ricordava i capelli di Lucia Bosè o forse era il mago Zurlì ?