domenica 1 maggio 2011

Beati chi?


Vangelo secondo Luca (6.20-6.26)

"Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti."

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(Giusto per un po' di antidoto al giulebbe)


sabato 23 aprile 2011

La buona e la mala Pasqua


Non sono credente e quindi Pasqua mi coinvolge molto poco. A differenza del Natale, non c'è neanche la scusa del solstizio o dell'equinozio che almeno è fisso, mentre non ho mai capito bene perché Pasqua ogni anno debba cadere in un periodo diverso: sì è la prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera (dal 22 marzo al 25 aprile), ma invece di pasticciare con i calendari ebraici e cristiani non sarebbe stato meglio stabilire una volta per tutte la prima o la seconda domenica di aprile, che almeno ci saremmo evitati che Pasquetta coincidesse col 25 aprile festa della Liberazione? (Come se non bastasse il 1° Maggio di domenica, bastardi!)
Comunque, prendendo per buono il significato di rinnovamento e di rinascita, auguri per chi se li merita e anche per chi si dà un minimo da fare per meritarseli.
In particolare a me e a Stellarossa piacerebbe che la rinascita non coincidesse con la morte violenta di tanti animali sacrificati a tradizioni svuotate di senso. Sarebbero più che sufficienti le uova di cioccolata, le colombe mandorlate e gli agnelli di marzapane.
Già sono state segnalate presenze di conigli mannari dai micidiali incisivi e speriamo nell'organizzarsi di agnelli e capretti per prendere a calci allevatori, macellai e utilizzatori finali.
Auguri quindi ai blogger e a chi li segue. Mi piacerebbe a questo punto fare anche i disauguri ai tanti cattivi che inquinano la realtà rendendoci la vita faticosa e sgradevole, porgere come Santuzza a Turiddu in Cavalleria rusticana (di Pietro Mascagni, 1890, libretto basato su un racconto di Giovanni Verga) la malapasqua, ma pare che non stia bene. Non posso però esimermi dal fare tre eccezioni per:
  • Domenico Shitlipoti aka Cumpari Munnizza, già sufficientemente noto.
  • Giorgio Celio Stracquaquadanio (aggiornamento del discorso di don Mariano Arena al capitano Bellodi in Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia: "... l'umanità... la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e gli stracquaquadanio... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, chè mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine gli stracquaquadanio: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre...").
  • Maurizio Paniz (sì quello che sembra l'imitazione di Ernesto Calindri nel Carosello della China Martini: "dura minga, non dura"), quello che confonde brigatisti e briganti e che ha fatto votare alla Camera dalla maggioranza la mozione in cui si dichiarava praticamente che Ruby è davvero la nipote di Mubarak. Di lui ha detto magnificamente Maria Novella Oppo sull'Unità del 23 aprile: uno che ha "ormai perso la faccia, che porta inutilmente risorgimentale".

venerdì 1 aprile 2011

Forse ci riesco

Ho contattato Tiscali per l'Adsl satellitare alla capanna.
Domani mi chiamerà una loro incaricata,spero che si possa fare a dispetto di tutte le difficoltà che presenta quel posto.
Per esempio,io ho un televisore senza decoder posso vedere solo rai 123 ma non sempre, parecchi programmi vengono codificati senza preavviso.Quel poco che vedo è dovuto a una parabola sul tetto.
Tullix ha definito il tutto piuttosto "onirico" una sera che presi da sconforto abbiamo tentato di far funzionare il lettore dvd.
Mi manca il blog mi mancano le persone che leggo,mi manca moltissimo non avere questo legame con persone che non conosco ma che fanno parte della mia vita.
Vi abbraccio e chiedo scusa per questa latitanza nei vostri commentari,voi però continuate a leggerci…
A presto

giovedì 31 marzo 2011

Esercizi di stile


Colore testo
Nella foto, tratta dal sito di La Repubblica, scattata a Montecitorio mercoledì 30 marzo 2011, si riconoscono Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa, reduce impavido dal lancio di monetine, osservare con interesse la criniera di Daniela Santanchè (notare in particolare l'espressione di Cicchitto). Perché lo fanno?

▢ Stanno cercando di recuperare una monetina da 5 cent rimasta impigliata nei bei capelli ad onda

▢ Tentano di individuare il bernoccolo provocato dalla collisione con una monetina da 1 cent

▢ Controllano se la ricrescita è già evidente o se il parrucchiere può ancora attendere per la tintura

▢ Si accertano che lo shampoo antiforfora stia dando dei risultati

▢ Verificano se il trattamento antipidocchi è stato efficace.

Dopo l'ispezione Daniela si chiede perplessa in cosa abbia sbagliato e se non sia il caso di farla finita.

domenica 27 marzo 2011

Pronto, chi rode?




Stellarossa si trova in questo periodo a dirigere un cantiere di ristrutturazione di un'ala di quella che lei chiama "capanna", ma che è in realtà una vera Mansion tipo country house inglese: avete presente Gosford Park, il bel film di Robert Altman del 2001? Ecco, una cosa così, con meno stanze e niente servitù, ma con cancello, viali di lavande, sentieri nel bosco, alberi e fiori d'ogni tipo, vigna a spalliera e pergolato di uva fragola, con vista da meditazione mattutina e serotina, gatti in libertà e cani assai affettuosi; insomma un posto avvicinandomi al quale in estate, quando ho la fortuna e il piacere di esservi ospitato, la mia amata Zazie inizia a ululare dalla gioia un chilometro prima. Ci sono pure due gargoyle sopra una porta...
Io non dirò mai come si chiama il posto, per evidenti ragioni di privacy e mistero, vi basti sapere che è in una zona di dolci colline nei cui sentieri si scoprono spesso impronte di grossi ungulati seguite da serie di impronte più piccole e che certe colline alle volte sono più alte di altre, il che crea tutta una serie di problemi per i segnali televisivi e cellulari. Di ADSL manco a parlarne se non ricorrendo, in aree limitate, alle chiavette internet. La linea telefonica c'è e così è utilizzabile, con grande pazienza e fatica, una connessione tramite modem analogico a 56 kbps, che se una volta era sufficiente a far rischiare una guerra atomica, come in WarGames di John Badham, 1983, adesso non basta neanche per la posta elettronica.
Arrivata la scorsa settimana alla "capanna", Stellarossa ha provato a usare il telefono fisso riuscendo solamente a collezionare una serie di fruscii, rumori ritmici o silenzi. Ha quindi chiamato l'assistenza Telecom che è intervenuta relativamente presto (non immaginate quanto lei sappia essere taglientemente persuasiva...). Dopo alcuni giorni di ricerche sulla linea l'apposito tecnico è tornato con una matassa di cavo telefonico di circa 60 metri accuratamente e sistematicamente roso. "Se lo son mangiato i ghiri" ha detto.
Il ghiro (Glis glis, Linneo, 1766) è un roditore della famiglia dei Gliridi lungo 30 cm, di cui 13 circa di coda, pesa in media 75 grammi, ha una pelliccia di colore grigio castano sul dorso e bianco sul ventre; ha due grandi occhi e folte e lunghe vibrisse, le orecchie sono piccole e rotondeggianti; a differenza dello scoiattolo, con cui può essere confuso, mantiene la coda sempre distesa. Si nutre di castagne, bacche, nocciole, ghiande, frutti di bosco, funghi e anche insetti e molluschi; fa vita notturna, nascondendosi durante il giorno; in autunno aumenta notevolmente di peso e va in letargo per sei mesi (si dice "dormire come un ghiro" mica per niente).
Ora, io non penso che un animaletto che dimostra una così sviluppata intelligenza dormendo così tanto si sia messo a mangiare la del tutto non nutriente copertura in plastica del cavo telefonico: o la avrà utilizzata per tenere in allenamento i denti o avrà cercato di eliminarla perché riteneva che deturpasse il paesaggio. Oppure per arredare con un tocco di Hi Tech la sua casa. Speriamo che non si sia avvelenato con qualche schifezza industriale.


venerdì 18 marzo 2011

Herbivore 2^ puntata e fine

appena finito
...senza nemmeno "curarlo" un pochino.
Lo avevo iniziato verde ma avevo raddoppiato le misure e stava venendo fuori una roba abbondante anche per un lottatore di sumo… Questo segue esattamente le indicazioni del "creatore", abbastanza normale quindi. Ho provato a convincere Teo a fare il coniglio mannaro per la foto prospettandogli una carriera come modello con lauto compenso, ma è scappato sotto il tavolo facendo le facce che mi fa quando è disgustato ma tentato: ha prevalso il disgusto, peccato perché credo che questa foto sia da oscar quanto a orrendezza, lui l'avrebbe resa migliore ma non posso obbligare un minorenne anche se cane a lavorare, no?
Il capolavoro in effige ha di buono che pesa 60 gr (con la lana mia), per il resto, e mi secca moltissimo dirlo, è il solito quasi scialle - quasi sciarpa che per avere un buon aspetto devi drappeggiare per lunghissimi minuti davanti allo specchio e nonostante ciò il rovescio del lavoro spunta appena ti muovi normalmente, che devi pure vivere senza stare in posa, di solito è così che funziona. Quindi il pregevole manufatto tra qualche giorno finirà appeso a un ramo o a un palo della vigna e se non c'è vento lo ritrovo il giorno dopo, senno' pazienza.
Approfitto per rispondere alle ragazze che mi hanno scritto privatamente che: no, non posso darvi la traduzione; che sì il "pattern" bisogna pagarlo. Ci sono regole che anche le knitter come me anarchiche e indipendenti debbono rispettare anche se come knitter comunista nel precedente post ho dato parecchie indicazioni, aguzzate gli occhi e se dopo quello che ho scritto stasera avete ancora voglia di fare questo lavoro…
buon lavoro!

venerdì 11 marzo 2011

Tema: Herbivore, scialle per vegetariani 1^ puntata



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Potevo privarmene? No. Quindi ieri ho cominciato a leggerne il pattern (che si trova QUI in inglese, oppure qui in francese), ho preso un gomitolo di lana qualsiasi e ferri 6.


Alla fine è molto più semplice di quanto sembri leggendo le due fitte pagine di istruzioni, c'è una parte centrale lavorata a coste ritorte 1/1, questa parte si allarga durante la lavorazione perché è alimentata dalle due gettate che si fanno ai lati della maglia centrale ogni due giri, in genere sul diritto del lavoro, gran parte degli scialli si iniziano così, con poche maglie, il resto si fa a maglia rasata in maniera speculare fino ai margini dove altre due gettate, una per parte e per ogni giro, serviranno a ingrandire in maniera omogenea tutto il lavoro. Fin qui è tutto nella norma, ma non è finita, ci sono quei due triangoli da creare, occorre quindi fare ai due lati la stessa cosa che si è fatta all'inizio, su poche maglie alle due estremità creare il triangolo che verrà lavorato a coste ritorte, e si lavora fin quando si arriva a una misura che ci piaccia.



e questo è il risultato
Ore fa sono riuscita a iniziare lo scialle definitivo con una lana che avevo in casa e che non è quella perfetta per questo lavoro, quella perfetta è nell'altra casa a 100 km… Ha un bel colore e una resa incredibile, 150 metri per 50gr., ne ho 3 gomitoli quindi lavoro tranquilla, gli aghi sono numero 4 e mezzo. Spero di finirlo domani, eccolo nella foto a sinistra.


Nota: la prima foto, quella bellissima, appartiene all'autore di questo scialle, Stephen West, sì un ragazzo… questo qui: mi piacciono parecchio i suoi lavori, sto già pensando al prossimo...