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lunedì 9 maggio 2011

Per un antico sognatore


Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Il pezzo di Tommy Dorsey e i versi tratti da "Il suonatore Jones" di Fabrizio De André sono dedicati a mio zio che se ne è andato l'altro ieri a 83 anni appena compiuti, per uno di quei bastardi tumori e per il maledetto Alzheimer, portandosi via, spero senza rimpianti per lui, una vita ricca di storie che non potrà più raccontare.
Era stato lettore di fumetti tra gli anni trenta e quaranta, costruttore di proiettori cinematografici, dodicesimo di tredici figli, fuggitivo a quindici anni dopo lo sbarco alleato in Sicilia per raggiungere il fronte e combattere contro i fascisti, suonatore di tutti gli strumenti e poi professore di trombone a coulisse, magazziniere a Torino, iscritto al PCI, sanamente anticlericale, studente al Conservatorio, musicista nelle orchestrine swing dei primi anni cinquanta, giramondo trombonista con il Circo Togni, orchestrale stagionale in Svizzera, padre di una figlia che poi la madre austriaca si è portata via e non è mai riuscito a rivedere, fungente padre e fratello maggiore di un nipote nato nello stesso giorno e nello stesso mese, primo trombone al Teatro Massimo di Palermo e poi all'Accademia Santa Cecilia di Roma, marito di vedova e patrigno di figliastra, allevatore di conigli, amatissimo professore di conservatorio in qualche città dell'Italia centrale che non ricordo, inventore di un trombone a doppia coulisse che gli americani non vollero brevettargli, collezionista di strumenti musicali e sognatore.
Nessuno mi convincerà mai che la Morte non sia stupida e banale: spreca patrimoni di vita accumulati (ma lo sapete quanto studio ed esercizio e fatica costa imparare a suonare davvero?), complessità e ricchezze di relazioni, bellezze di sensibilità, intelligenza e comprensione. Che impari a essere più selettiva: vite inutili e miserabilmente dannose non ne mancano di sicuro, inizi da quelle.



domenica 1 maggio 2011

Beati chi?


Vangelo secondo Luca (6.20-6.26)

"Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti."

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(Giusto per un po' di antidoto al giulebbe)