Si è verificato un errore nel gadget

giovedì 31 marzo 2011

Esercizi di stile


Colore testo
Nella foto, tratta dal sito di La Repubblica, scattata a Montecitorio mercoledì 30 marzo 2011, si riconoscono Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa, reduce impavido dal lancio di monetine, osservare con interesse la criniera di Daniela Santanchè (notare in particolare l'espressione di Cicchitto). Perché lo fanno?

▢ Stanno cercando di recuperare una monetina da 5 cent rimasta impigliata nei bei capelli ad onda

▢ Tentano di individuare il bernoccolo provocato dalla collisione con una monetina da 1 cent

▢ Controllano se la ricrescita è già evidente o se il parrucchiere può ancora attendere per la tintura

▢ Si accertano che lo shampoo antiforfora stia dando dei risultati

▢ Verificano se il trattamento antipidocchi è stato efficace.

Dopo l'ispezione Daniela si chiede perplessa in cosa abbia sbagliato e se non sia il caso di farla finita.

domenica 27 marzo 2011

Pronto, chi rode?




Stellarossa si trova in questo periodo a dirigere un cantiere di ristrutturazione di un'ala di quella che lei chiama "capanna", ma che è in realtà una vera Mansion tipo country house inglese: avete presente Gosford Park, il bel film di Robert Altman del 2001? Ecco, una cosa così, con meno stanze e niente servitù, ma con cancello, viali di lavande, sentieri nel bosco, alberi e fiori d'ogni tipo, vigna a spalliera e pergolato di uva fragola, con vista da meditazione mattutina e serotina, gatti in libertà e cani assai affettuosi; insomma un posto avvicinandomi al quale in estate, quando ho la fortuna e il piacere di esservi ospitato, la mia amata Zazie inizia a ululare dalla gioia un chilometro prima. Ci sono pure due gargoyle sopra una porta...
Io non dirò mai come si chiama il posto, per evidenti ragioni di privacy e mistero, vi basti sapere che è in una zona di dolci colline nei cui sentieri si scoprono spesso impronte di grossi ungulati seguite da serie di impronte più piccole e che certe colline alle volte sono più alte di altre, il che crea tutta una serie di problemi per i segnali televisivi e cellulari. Di ADSL manco a parlarne se non ricorrendo, in aree limitate, alle chiavette internet. La linea telefonica c'è e così è utilizzabile, con grande pazienza e fatica, una connessione tramite modem analogico a 56 kbps, che se una volta era sufficiente a far rischiare una guerra atomica, come in WarGames di John Badham, 1983, adesso non basta neanche per la posta elettronica.
Arrivata la scorsa settimana alla "capanna", Stellarossa ha provato a usare il telefono fisso riuscendo solamente a collezionare una serie di fruscii, rumori ritmici o silenzi. Ha quindi chiamato l'assistenza Telecom che è intervenuta relativamente presto (non immaginate quanto lei sappia essere taglientemente persuasiva...). Dopo alcuni giorni di ricerche sulla linea l'apposito tecnico è tornato con una matassa di cavo telefonico di circa 60 metri accuratamente e sistematicamente roso. "Se lo son mangiato i ghiri" ha detto.
Il ghiro (Glis glis, Linneo, 1766) è un roditore della famiglia dei Gliridi lungo 30 cm, di cui 13 circa di coda, pesa in media 75 grammi, ha una pelliccia di colore grigio castano sul dorso e bianco sul ventre; ha due grandi occhi e folte e lunghe vibrisse, le orecchie sono piccole e rotondeggianti; a differenza dello scoiattolo, con cui può essere confuso, mantiene la coda sempre distesa. Si nutre di castagne, bacche, nocciole, ghiande, frutti di bosco, funghi e anche insetti e molluschi; fa vita notturna, nascondendosi durante il giorno; in autunno aumenta notevolmente di peso e va in letargo per sei mesi (si dice "dormire come un ghiro" mica per niente).
Ora, io non penso che un animaletto che dimostra una così sviluppata intelligenza dormendo così tanto si sia messo a mangiare la del tutto non nutriente copertura in plastica del cavo telefonico: o la avrà utilizzata per tenere in allenamento i denti o avrà cercato di eliminarla perché riteneva che deturpasse il paesaggio. Oppure per arredare con un tocco di Hi Tech la sua casa. Speriamo che non si sia avvelenato con qualche schifezza industriale.


venerdì 18 marzo 2011

Herbivore 2^ puntata e fine

appena finito
...senza nemmeno "curarlo" un pochino.
Lo avevo iniziato verde ma avevo raddoppiato le misure e stava venendo fuori una roba abbondante anche per un lottatore di sumo… Questo segue esattamente le indicazioni del "creatore", abbastanza normale quindi. Ho provato a convincere Teo a fare il coniglio mannaro per la foto prospettandogli una carriera come modello con lauto compenso, ma è scappato sotto il tavolo facendo le facce che mi fa quando è disgustato ma tentato: ha prevalso il disgusto, peccato perché credo che questa foto sia da oscar quanto a orrendezza, lui l'avrebbe resa migliore ma non posso obbligare un minorenne anche se cane a lavorare, no?
Il capolavoro in effige ha di buono che pesa 60 gr (con la lana mia), per il resto, e mi secca moltissimo dirlo, è il solito quasi scialle - quasi sciarpa che per avere un buon aspetto devi drappeggiare per lunghissimi minuti davanti allo specchio e nonostante ciò il rovescio del lavoro spunta appena ti muovi normalmente, che devi pure vivere senza stare in posa, di solito è così che funziona. Quindi il pregevole manufatto tra qualche giorno finirà appeso a un ramo o a un palo della vigna e se non c'è vento lo ritrovo il giorno dopo, senno' pazienza.
Approfitto per rispondere alle ragazze che mi hanno scritto privatamente che: no, non posso darvi la traduzione; che sì il "pattern" bisogna pagarlo. Ci sono regole che anche le knitter come me anarchiche e indipendenti debbono rispettare anche se come knitter comunista nel precedente post ho dato parecchie indicazioni, aguzzate gli occhi e se dopo quello che ho scritto stasera avete ancora voglia di fare questo lavoro…
buon lavoro!

venerdì 11 marzo 2011

Tema: Herbivore, scialle per vegetariani 1^ puntata



.
Potevo privarmene? No. Quindi ieri ho cominciato a leggerne il pattern (che si trova QUI in inglese, oppure qui in francese), ho preso un gomitolo di lana qualsiasi e ferri 6.


Alla fine è molto più semplice di quanto sembri leggendo le due fitte pagine di istruzioni, c'è una parte centrale lavorata a coste ritorte 1/1, questa parte si allarga durante la lavorazione perché è alimentata dalle due gettate che si fanno ai lati della maglia centrale ogni due giri, in genere sul diritto del lavoro, gran parte degli scialli si iniziano così, con poche maglie, il resto si fa a maglia rasata in maniera speculare fino ai margini dove altre due gettate, una per parte e per ogni giro, serviranno a ingrandire in maniera omogenea tutto il lavoro. Fin qui è tutto nella norma, ma non è finita, ci sono quei due triangoli da creare, occorre quindi fare ai due lati la stessa cosa che si è fatta all'inizio, su poche maglie alle due estremità creare il triangolo che verrà lavorato a coste ritorte, e si lavora fin quando si arriva a una misura che ci piaccia.



e questo è il risultato
Ore fa sono riuscita a iniziare lo scialle definitivo con una lana che avevo in casa e che non è quella perfetta per questo lavoro, quella perfetta è nell'altra casa a 100 km… Ha un bel colore e una resa incredibile, 150 metri per 50gr., ne ho 3 gomitoli quindi lavoro tranquilla, gli aghi sono numero 4 e mezzo. Spero di finirlo domani, eccolo nella foto a sinistra.


Nota: la prima foto, quella bellissima, appartiene all'autore di questo scialle, Stephen West, sì un ragazzo… questo qui: mi piacciono parecchio i suoi lavori, sto già pensando al prossimo...











lunedì 7 marzo 2011

giusto che è l'8 marzo…






a volume altissimo...

ho tinto lo scialletto !

ne avevo scritto qui,
questo il risultato.



Grazie a un commento  mi si era accesa una lampadina in testa e così ho sperimentato una maniera di tingere un po' selvaggia ma efficace.
Ho pensato che tutto quello che macchia in fondo tinge e ho applicato questa regola con il nescafè scaduto e destinato al compost.
Ho usato la pentola dell'arrosto, quella ovale grande piena di acqua del rubinetto, l'ho scaldata e ho aggiunto 5 bustine di nescafè (che non era più polvere marrone ma una roba appiccicosa!grigio-asfalto), ho mescolato bene girando con il mestolo di legno, spento il fuoco e affogato lo scialle.
Ho fatto in modo che si bagnasse bene e l'ho lasciato a mollo per 3 ore scarse.
Non ero tranquillissima, non lo avevo mai fatto e mi aspettavo anche qualcosa di brutto, una mappazza infeltrita o un colore a chiazze… e invece dopo averlo sciacquato a lungo con l'acqua fredda è venuto fuori un colore assolutamente bello, unico, e la morbidezza della seta e del mohair intatta.
A quel punto visto che avevo ancora 5 bustine le ho aggiunte alla brodaglia residua assieme ad acqua, scaldato e cucinato le altre 6 matassine di seta. Tutto perfetto, forse era il mio giorno fortunato…
Come vegana non comprerei mai seta, questa però mia mamma l'aveva da circa 30 anni, quindi mi sono autoassolta dal bachicidio per scadenza del crimine e poi anche perchè il colore era veramente assurdo, mi ricordava i capelli di Lucia Bosè o forse era il mago Zurlì ?


domenica 6 marzo 2011

SE NON ORA, QUANDO?

Quando i morti saranno talmente tanti che si parlerà di genocidio, oh, solo nelle alte sfere, deve essere un genocidio certificato, sennò non vale.
Mi è arrivata l'ingenua domanda di Veltroni come un pugno nello stomaco: "perché nessuno scende in piazza per il popolo libico?" Già, perché? Me lo domando anche io, che so che molti anni fa si è protestato per il Vietnam, per il Cile. E adesso? Tutti zitti e buoni che tanto tra 6 mesi ci sarà una tenda, ragazze da indottrinare e mani da baciare ancora una volta, come nulla fosse, ci scommetto.
Perché stiamo tutti a guardare?



venerdì 4 marzo 2011

VORREI UN SILENZIO ASSORDANTE

Per tutta la giornata sono stata "strana", ho letto qualcosa degli avvenimenti quotidiani che son sempre i soliti, e ho realizzato che mi sto avvelenando le giornate e che mi sono rotta le palle di farlo; però non è una resa la mia, è l'elaborazione di un meccanismo di difesa, vorrei vivere senza tradire le mie idee ma non farmi fottere la vita da una massa di………… quel che si vuole nell'ambito fognario, a scelta, non si sbaglia.
Io non voglio più parlare dei miei nemici, mi sono resa conto che faccio il loro gioco. Voglio fare la carbonara, voglio essere impenetrabile, voglio che gli stronzi non si sentano gratificati dalla mia indignazione e dalla mia attenzione, voglio ignorarli. Una caccola come silvioberlusconi non vale i miei sentimenti, le mie giornate. voglio che si senta ignorato. Per lui, che dichiara tronfio di avere il 51 per cento di innamorati, e il resto che lo detesta, e lo dice con gusto… molti nemici molto onore e altre palle del tipo, sarà uno smacco non da poco.
Voglio che la bomba gli scoppi sotto al culo a sorpresa.
Certo che è divertente leggere satira, i generatori di Met, le vignette, le canzoni irridenti di youtube, noi ridiamo e lui ci gode, si sente importante...
La carbonara voglio fare.
Hai capito insignificante ometto? Tu la mia vita non la vali, sei troppo stupido per vivere alle mie spalle, alle nostre spalle. Voglio che il mio silenzio ti assordi.